


Da sempre interessata alle tematiche ambientali, sono convinta sostenitrice di modelli di sviluppo che possano garantire la qualità della vita e la diffusione del senso etico. Partire dall’ambiente per raggiungere tutti gli aspetti della società.
Territorio. Fermare il consumo del suolo, bene limitato e non riproducibile, promuovere una legge urbanistica orientata alla pianificazione ed alle edilizie sostenibili.
Difendere il patrimonio naturale rinforzando i vincoli di parco e favorendo l’istituzione di nuove aree protette. A protezione di beni ambientali come la cascata della Vallategna di Asso dove la regione potrebbe intervenire riconoscendola quale monumento naturale, bloccando di conseguenza la costruzione del secondo supermercato e le relative infrastrutture, a tutela anche dei due cedri antistanti la piazza del Comune.
Tutela delle acque del territorio comasco attraverso maggiori controlli che evitino i disastri
ambientali come i recenti riversamenti di sostanze nocive nel Cosia e nel Lambro e protocolli per la bonifiche del lago di Como e degli altri specchi lacustri.
Mobilità e trasporti. L’inquinamento dell’aria è strettamente collegato alla gestione della viabilità. La soluzione generalmente adottata di costruire nuove strade porta nel tempo all’aumento delle automobili in circolazione. Si deve investire maggiormente nel trasporto pubblico per ferrovie, metropolitane, metro tramvie e linee bus. In particolare implementare la rete ferroviaria promuovendo l’elettrificazione della linea Como-Lecco e il ripristino della linea Como-Varese.
Acqua. L‘acqua è un bene primario e inalienabile. Il diritto all’accesso deve essere garantito a tutti. La recente normativa ha classifica l’acqua come bene a rilevanza economica: è questa una scelta dello Stato italiano non imposta da alcuna disposizione della comunità europea. Il prezioso liquido, indispensabile per la vita, è stato così trasformato in una merce che deve produrre utili, sottoposto a logiche di mercato che non garantiscono una gestione priva di sprechi e speculazioni.
L’ATO di Como stava mettendo a gara l’affidamento per l’erogazione, ma essendo stata
dichiarata incostituzionale la legge regionale che permette la separazione tra gestione ed
erogazione, il bando è stato bloccato.
Anziché spingere alla privatizzazione la Regione dovrebbero riconoscere l’acqua quale bene pubblico privo di rilevanza economica, il diritto all’accesso dell’acqua come diritto umano, indivisibile, inalienabile bene comune pubblico
ELEZIONI REGIONALI - 28 e 29 Marzo 2010

